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Dove operiamo


IL CONTESTO 
Intere regioni della Somalia sono in stato di totale indigenza, a causa della siccità e della carestia che hanno lasciato segni al momento incancellabili. Oltre una decade di guerra civile, la fuga della popolazione e gli effetti della siccità, la carestia e inondazioni hanno contribuito a mantenere la Somalia al terzo posto nella classifica dei paesi più poveri del mondo.
Nel Paese del Corno d'Africa la popolazione infantile a rischio supera le 200mila unità e La gran parte soffre di malnutrizione e malattie. Stime fatte dagli operatori umanitari presenti sul posto orientano a pensare che siano circa 60mila i bambini gravemente malnutriti, a rischio di morte. In Africa l'infanzia sta morendo, soprattutto a causa di mancanza o quantomeno ritardi di interventi decisi ed immediati a cui si appellano da tempo le organizzazioni umanitarie dell'Onu. Oltre alla Somalia la situazione è altrettanto spaventosa in Kenya come anche in sud Sudan, Etiopia, Eritrea e Gibuti, soprattutto per le popolazioni dell'est e del nord est. La situazione umanitaria, particolarmente nelle regioni centrali e meridionali, continua ad essere estremamente fragile. 
Migliaia di persone continuano a soffrire a causa di un’economia fratturata, infrastrutture in pessime condizioni, scarsa produzione di cibo e l’assenza di effettivi servizi sanitari e scolastici.
Le donne, i bambini e i profughi interni – la maggior parte delle quali sono donne e bambini - sono le vittime più vulnerabili.
Soprattutto le donne subiscono le conseguenza di questa situazione: e dato che lo stato e la salute delle donne sono direttamente collegati a quelli dei bambini, anch’essi soffrono di malnutrizione, diarrea, colera, infezioni respiratorie.


Condizioni sanitarie

La Somalia ha alcuni tra i peggiori indicatori di sviluppo umano nel mondo:
Aspettativa di vita media è di 47,6 anni
La mortalità infantile è di 133/1.000 nascite.
La mortalità durante il parto è di 1.100/100.000 nascite, per mancanza di una assistenza
Ostetrica di basse.
Il primo giorno della vita di un bambino è il più pericoloso, spesso capita che la donna partorisca sul pavimento di casa o in un cespuglio senza l'aiuto di nessuno che possa salvare la loro vita e quella del loro bambino.
La soluzione potrebbe esserci se c’è una reale volontà politica per dare a questi bambini una possibilità di sopravvivere con azioni immediate e mirate. Sono necessari maggiori finanziamenti e strutturali riforme dei sistemi sanitari.
La mortalità prima dei 5 anni per malattia e malnutrizione è di 225/1.000 nascite 
Malnutrizione: Le principali cause della malnutrizione infantile sono le precarie condizioni di vita, la mancanza di conoscenza in materia di alimentazione, nutrizione e svezzamento, la scarsità di strutture sanitarie adeguate e personale qualificato.
Un'alimentazione spesso povera di vitamine, minerali, proteine, che provoca una serie di infezioni a più livelli e, nei neonati e nei bambini, rallenta lo sviluppo fisico e intellettivo. Soffrono di malattie diarroiche, infezioni dell'apparato respiratorio superiore; altro aspetto carenziale è dovuto a deficienza ferrica. Il ferro è l'elemento minerale essenziale alla vita entrando a far parte dei sistemi respiratori quali emoglobina, mioglobina e citocromi.
Interrelazione sinergica tra infezione e malnutrizione: Le principali cause delle malattie infettive dei bambini sono, appunto, malnutrizione e mancanza di cure e strutture sanitarie adeguate.

La malnutrizione predispone il corpo alle infezioni e le infezioni creano le condizioni di un cattivo stato nutrizionale deprimendo l'appetito, ed interferendo con l'assorbimento dei principi nutritivi. Si verifica in tal modo una interrelazione sinergica tra infezione e malnutrizione.

Si parla di malnutrizione quando l’organismo soffre (quindi malato) della deficienza di uno o più componenti essenziali della dieta alimentare: proteine, determinati aminoacidi, alcuni acidi grassi essenziali, vitamine, sali minerali, ma anche una deficienza d' acqua o di ossigeno può determinare condizioni simili a quelle della malnutrizione/malattia.
Per tanto è necessario attivare campagne di sensibilizzazione e formazione della popolazione su svezzamento, principi nutritivi e norme igienico-sanitarie di base.
Africa subsahariana: È tuttora la regione maggiormente colpita dalla pandemia di HIV/AIDS; in 12 Stati africani il tasso di diffusione del virus nella popolazione adulta (15-49 anni) supera il 10% ossia dieci volte la soglia oltre la quale l'epidemia si considera generalizzata.
Vaccinazioni: I vaccini sono misure sanitarie a basso costo che salvano milioni di vite ogni anno, e la loro diffusione a livello planetario è uno dei principali mezzi per salvare milioni di vite a minimi sforzi. Ma purtroppo dove regna la povertà, lo Stato non è in grado di assicurare neppure le vaccinazioni di base.
HIV/AIDS: Fra le minacce alla salute dei bambini, occupa una posizione sempre più rilevante l'HIV/AIDS. Oggi la diffusione dell'HIV/AIDS ha preso le dimensioni di una epidemia globale (pandemia) e oltre metà dei nuovi casi di infezione che avvengono nel mondo colpiscono persone con meno di 25 anni.


E’ in questo contesto che opera COMSED Cooperation of Medical Service and Development, fondata a Crotone nel 1995, è un’organizzazione non governativa indipendente dal 2001, ufficialmente riconosciuta, ai sensi della Legge 26.02.1987 n. 49 dal 1995 svolge attività di cooperazione internazionale promuovendo lo sviluppo sociale e culturale dei paesi in via di sviluppo mediante la creazione di centri tecnici scientifici e sanitari, di formazione professionale e di sviluppo economico e sociale.
La direzione sanitaria è affidata al Dott. Abdulcadir M. Giama, cittadino italiano, socio e volontario Comsed.

La missione di Comsed è la salute delle donne gravide con particolare attenzione alle complicanze del parto; il 98% delle donne somale sono infibulate e quindi più esposte a tali problematiche.

E’STATO ATTIVATO SERVIZIO DI EMERGENZA OSTETRICA: E’ sempre funzionante il servizio di emergenza ostetrica attivo 24ore su 24 per tutta la regione del Mudug che ha l’obiettivo di ridurre sia la grande piaga della mortalità e morbilità neonatale che la mortalità materna.
Un’altra fondamentale missione di Comsed è la lotta alla pratica dell’infibulazione tramite l’informazione alle donne sulla possibilità di risolvere i problemi causati da questa pratica.
Il tasso di mortalità e morbilità (Frequenza percentuale di una malattia in una comunità in rapporto a un determinato periodo di tempo: quoziente di m.) è sempre più elevato.
Alle donne manca anche la possibilità di avere assistenza ostetrica di base e la maggior parte mette al mondo figli aiutate da impreparate e inesperte mamme e membri della famiglia. 
Ciò le predispone a soffrire in silenzio per gravi anemie, infezioni croniche, dolorose malattie e fistole.